Fatturazione elettronica

Fattura elettronica per forfettari: come funziona e cosa non devi sbagliare

Dal 2024 è obbligatoria per tutti. Ecco cosa devi sapere per farla giusta al primo colpo.

Dal 1° gennaio 2024, tutti i forfettari devono emettere le fatture in formato elettronico attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate. Non ci sono eccezioni, salvo le prestazioni sanitarie verso persone fisiche.

La buona notizia: se usi un software dedicato, non devi sapere nulla di XML, codici fiscali o protocolli tecnici. Il software pensa a tutto. Ma è utile capire cosa c'è sotto, così non sbagli i campi e non ricevi fatture respinte.

Come funziona il Sistema di Interscambio

Il flusso è semplice: tu crei la fattura → il software la invia al SdI → il SdI controlla il formato → se è corretta, la recapita al cliente e ti manda una ricevuta. Se c'è un errore, la fattura viene scartata e devi correggerla.

Le ricevute hanno un significato preciso: RC (ricevuta di consegna) significa che il cliente l'ha ricevuta. NS (notifica di scarto) significa che c'è un errore da correggere. MC (mancata consegna) significa che il cliente non ha un sistema per riceverla — la fattura viene comunque messa a disposizione nell'area riservata dell'Agenzia.

I campi che devi compilare correttamente

Per un forfettario, i campi critici sono questi:

CampoValore correttoPerché sbagliarlo costa
Regime fiscaleRF19Se metti RF01 (ordinario) la fattura è formalmente errata
Natura IVAN2.2N2.1 è sbagliata — porta a contestazioni
Aliquota IVA0%Non applichi IVA: non inserire importi
Bollo virtuale€ 2,00 se importo > 77,47€Omettere il bollo = sanzione
Ritenuta d'accontoNon applicareSpecificalo nelle note della fattura

La dicitura obbligatoria

Ogni fattura forfettaria deve riportare questa dicitura, di solito nel campo "causale" o "note":

Operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d'acconto ai sensi dell'articolo 1, comma 67, della Legge n. 190/2014.

Un buon gestionale la inserisce in automatico. Se usi il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate, devi aggiungerla a mano ogni volta.

Il bollo virtuale: quando si paga e come

Le fatture di importo superiore a 77,47€ richiedono il bollo virtuale da 2€. Non lo paghi ogni volta che emetti una fattura — lo versi trimestralmente in un'unica soluzione tramite F24, usando i codici tributo 2501, 2502, 2503 e 2504 per i quattro trimestri.

Le scadenze sono: 31 maggio (1° trim.), 30 settembre (2° trim.), 30 novembre (3° trim.), 28 febbraio dell'anno successivo (4° trim.).

Gli errori più comuni

Conservazione delle fatture

Le fatture elettroniche vanno conservate digitalmente per 10 anni. Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate (sezione "Fatture e Corrispettivi") assolve a questo obbligo automaticamente. In alternativa, quasi tutti i software di fatturazione includono la conservazione sostitutiva nel piano.

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